Bonus Mania

Variante Delta, verso la proroga dello stato d’emergenza: a rischio il settore gioco?

Variante Delta, cosa rischia il settore del gioco legale

Un’estate ancora fortemente influenzata dal Covid-19 e dalle sue varianti, quella per l’Italia del 2021. Nonostante la zona bianca, la pandemia continua il suo percorso ed ora a tremare sono una serie di regioni che potrebbero non molto tardi tornare in zona gialla.

Il Governo fa i conti con la variante Delta e pensa all’aggiornamento delle restrizioni e delle misure di contenimento per l’emergenza Covid. La stampa nazionale è concorde: Speranza ha già in mano dei dossier e tra questi quello che fa più rumore riguarda la proroga dello stato d’emergenza fino al prossimo ottobre.

Una notizia che ha destabilizzato le imprese, molte delle quali partite solo nelle ultime settimane. A tremare è tutto un tessuto economico. Particolare la situazione poi del mondo del gioco d’azzardo su territorio.

Dopo oltre 330 giorni di chiusura, col via libera si è tornati a respirare. Protocolli rigidi, misure aggiornate, voglia di ripartire e rialzare le cifre di un fatturato ai minimi storici. Poi l’accelerata della variante Delta.

Nell’ultima settimana i casi di contagio sono aumentati di oltre il 50%, per cui difficilmente lo stato d’emergenza cesserà il prossimo 31 luglio, come previsto da regolare scadenza. In queste ore è al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico il ritorno della zona gialla e di misure più stringenti.

Molte misure non andrebbero ad interessare la sospensione di attività aperte, come da protocollo, ma è una situazione da monitorare. Per quanto libera, l’Italia continua a navigare a vista. Intanto dal mondo della politica sono arrivati vari appelli, di cui si è fatto portavoce il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Toti ha chiesto esplicitamente un cambio di parametro per calcolare la circolazione del Covid, a maggior ragione dopo l’accelerata della campagna vaccinale. Per il presidente ligure non ha più senso calcolare l’RT in relazione ai contagi ma solo in base alla pressione ospedaliera, comunque ad oggi ancora ridotta rispetto al dramma dello scorso autunno-inverno.

Insomma per Toti il ritorno alle zone gialle sarebbe inverosimile e la strada tracciata è l’unica ad oggi percorribile. In alternativa c’è da scegliere tra la sopravvivenza e la morte delle imprese. Tra queste a rischiare grosso sarebbe sicuramente la filiera del gioco, fin troppo indebolita.

La situazione Covid-19 se da un lato ha fatto volare l’online, dall’altro ha penalizzato e risucchiato il gioco fisico che deve ripartire e avere continuità, evitando la debacle dello scorso anno: due mesi di riapertura e poi il vuoto. Stavolta, con nuove chiusure, il settore non si rialzerebbe. Non ci sarebbe pertanto zona bianca che tenga: un rischio che nessuno, in primis i lavoratori, vuole correre.